• Dott.ssa Feliciana Scarpa

Disturbi depressivi

Aggiornato il: 11 ott 2019

I disturbi depressivi rientrano nella categoria dei disturbi dell’umore e sono caratterizzati dalla presenza di perdita di interesse e di piacere nei confronti dell’ambiente circostante, un senso di vuoto e di profonda tristezza, sentimenti di scarsa autostima e di sfiducia verso se stessi e verso il mondo. La persona depressa non vede nulla nel proprio futuro, tutto le appare insormontabile o negativo; può sentirsi travolta da profondi sensi di colpa e di autosvalutazione e colpevolizzarsi per il suo stesso star male. In genere si manifestano anche sintomi somatici quali stanchezza cronica e mancanza di energia, difficoltà di concentrazione, alterazioni nel rapporto con il cibo e con il sonno. Possono comparire anche idee suicidarie o pensieri legati al tema della morte.


Il tono dell’umore depresso è generalmente collegato alla mancata elaborazione di un lutto, cioè all’impossibilità di reagire di fronte ad una perdita. Il termine lutto, infatti, non deve essere necessariamente inteso come la scomparsa di una persona cara: anche la fine di una relazione, un licenziamento, il pensionamento o la menopausa possono essere considerati tali, così come tutti quei momenti di passaggio che implicano una chiusura con una condizione precedente. Inoltre non bisogna pensare che sia la gravità oggettiva di un evento a scatenare i sentimenti depressivi, quanto piuttosto il significato che esso comporta per la persona.


A volte può accadere che le persone vicine a chi sta attraversando un momento depressivo interpretino alcuni atteggiamenti come semplice debolezza ritenendo che basti “uno sforzo di volontà” per star meglio. In realtà sono proprio le aree della volontà e del senso di autoefficacia ad essere compromesse. E’ importante sottolineare che questi pensieri possono derivare sia dal mancato riconoscimento della gravità del disturbo che dalla fatica che i familiari sperimentano nella relazione con la persona sofferente.


Per tali motivi è raccomandabile che chi soffre di tali disturbi, oltre ad un’eventuale terapia farmacologica, cominci un percorso psicoterapeutico per favorire il recupero delle proprie energie e dei propri interessi, la progressiva rielaborazione dei propri vissuti e la ricostruzione di un’immagine di sé più competente ed efficace.


Dott.ssa Feliciana Scarpa - Psicologa e Psicoterapeuta Milano

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